Tu sei - per me - la mia Fontana di Trevi.
Zampilla di te il mio Cuore;
salta di festa in festa, fra le trame e i ricami
della tua monumentale Bellezza.
Son docili filati che intessono
nell'aria, all'uncinetto
la purezza della tua Acqua Vergine.
Son corteggi d’Amore che
ti rapiscono dentro i miei occhi.
E io resto incantato
qual più innocente; qual più sprovveduto.
Il più sbalordito, il più meravigliato fra i turisti;
imbambolato, intontito, attonito, sperduto
di fronte al tuo sublime trionfo.
Non mano terrena t'ha fatta
ma difilato, dritta dritta dagli Dei
tu scendi. Cometa
che della tua lunga chioma
coda facesti.
Mi è vietato, ahimé, tuffarmi in te.
Proibito mi è raccogliere per te
le tue perle sante.
E allora per farti mia, come
Caciocavallo con Totò io faccio.
- "Prego: Deciocavallo!" -
Ci provo, ci tento. Mi butto.
"Paisa', me ne son turnat
pe' sempe da la Merica
e vojo fa' nu buono bisiniss, sai.
Me compro la Fontana tua.
Tiè, pijate 'ste cinquecentomila lire:
tu mi vendi la fontana
e io la prendo e me la porto via.
Tu che dici: te la piji 'sta caparra, paisa'?".
Ma il candido omino sprovveduto,
non sapeva bontà sua che non si vende
né si può comprare
la Bellezza austera e senza pari,
che tale è in quanto sola
e in quanto sola è universale.
E che di fuoco e acqua Prometeo la forgiò.
Di nessun'altra cotal Bellezza potrà mai essere
se non soltanto di sé imperitura
e l'occhio umano che di lei goder volesse
nella sua Terra Santa dovrà migrare.
Allora e soltanto allora,
come Sibilla: nel suo antro;
come Sibilla sul suo trono ai poveri mortali
maestosa lei, si paleserà.
Allora, e solo allora,
come Afrodite e le sue Stagioni;
come Elena dai tre nomi
al povero mortale cioè a me,
maestosa tu, ti svelerai.
Invasati, inebriati allor di te
Menadi diverranno i miei occhi
e con te dentro con te viaggeranno in sempiterno.
La Fontana di Trevi testo di Lucky Belltower